Vittore Frattini. Tra linea e luce

La mostra Tra linea e luce, a cura di Domenico de Chirico, presenta circa quaranta opere che rappresentano una selezione significativa della produzione recente dell’artista Vittore Frattini e consentono di comprendere il suo percorso incominciato alla fine degli anni Cinquanta sotto la guida del padre, lo scultore Angelo Frattini.

L’essenzialità del gesto creativo di Frattini porta in superficie il segno della linea; non una linea geometrica, ma la linea naturale dello sguardo verso l’orizzonte. Nella sua lunghissima produzione artistica Vittore Frattini sperimenta diversi linguaggi e si esprime utilizzando materiali eterogenei, pur mantenendo una lunghissima fedeltà a pochi elementi essenziali, e, soprattutto, alla vita di questo segno mosso e dinamico che, prendendo spunto dal “gesto” informale, viene purificato fino a realizzarsi come elemento generativo di forma e di spazio, indipendentemente dai materiali scelti. Questa linea, che delinea il confine e apre all’infinito, si ritrova in tutte le sue opere, senza mai essere ripetizione, ma anzi moltiplicando esponenzialmente il suo significato di apertura verso lo spazio e il tempo senza fine.

Nello sviluppo stilistico di Frattini, ha giocato un ruolo altresì fondamentale anche il suo forte interesse verso i fenomeni naturali come temporali e fulmini, i quali sono risultati significativi ai fini dello studio della luce poiché, grazie alla loro evanescenza, in relazione al rapporto tra essa stessa e la materia e tra lo spazio e il tempo, egli è riuscito a comprendere perfettamente come quest’ultimo si faccia largo scavando lo spazio attraverso solchi di atemporalità.

La linea dialoga con la luce, la luce dialoga con l’oscurità, la materia con lo spazio vuoto, i colori più vivaci conversano con trasparenze assolute. La linea e la luce si ritrovano costanti in tutto il suo corpus di opere, pur in una dialettica espressiva che utilizza materiali e tecniche diverse.
La vocazione spaziale è un altro aspetto centrale nella sua ricerca, così come il dialogo e il confronto continuo con le visioni e gli orientamenti internazionali portati avanti dal suo amico e collezionista, fra i più importanti dell’arte contemporanea della seconda metà del Novecento – Giuseppe Panza di Biumo, che sul rapporto con lo spazio e la luce ha trascritto gran parte dei suoi interessi e delle sue passioni.

Il percorso espositivo, suggerito dal regista teatrale Davide Livermore e allestito nel visual da Antonio Frana, definisce e compone lo spazio espositivo in due grandi sezioni. La prima è dedicata alle opere su tela, con l’installazione Linee di Luce, composta da sedici Shangai e da una selezione di opere Lumen, le famose tele in cui utilizza colori acrilici luminescenti, che reagiscono alla visione notturna. Nella seconda sezione troviamo le bellissime sfere in vetro pieno di Murano. L’installazione Sinfonia Planetaria presenta, infatti, quindici globi, costruzioni sferiche che costituiscono un esempio di grande maestria estetica, risultato dell’antica tecnica a sommersione la quale permette di creare vortici diafani che assecondano il colore e sostengono la luce su molteplici e differenti strati di densità materica.

La mostra, organizzata da Fondazione Stelline con il contributo di Regione Lombardia e con il patrocinio del Comune di Milano, è accompagnata da un catalogo con testi del curatore, di Anna Bernardini e di Alessandra Klimciuk.

A supporto della narrazione è in programma domenica 7 gennaio alle ore 16.30 un laboratorio per bambini e famiglie gratuito a cura di PlayArt, sezione didattica della Fondazione Stelline.

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VITTORE FRATTINI

TRA LINEA E LUCE

A cura di Domenico de Chirico

22 dicembre 2023 – 7 gennaio 2024

Opening: 21 dicembre ore18:30

Orario: martedì – domenica, h. 10.00-20.00 (chiuso il lunedì)

Ingresso gratuito

Info: mostre@stelline.it

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