MARIO SURBONE. INCISI 1968-1978. L'ESSENZIALITÀ DELLA FORMA

da 01/06/2016 a 03/07/2016
Dal 1 giugno al 3 luglio la Fondazione Stelline ospita una mostra che vuole riscoprire un artista nella sua produzione più feconda, poco conosciuto dal grande pubblico ma sempre apprezzato dalla critica: Mario Surbone, allievo di Felice Casorati all’Accademia Albertina di Torino, appartiene a quella famiglia di artisti che, muovendo autonomamente dalla lezione di Fontana e poi del gruppo “Azimuth”, hanno lavorato non sulla tela ma con la tela (nel suo caso: non sulla superficie, ma con la superficie).
 
Curata da Elena Pontiggia, l’esposizione propone circa quaranta opere realizzate negli anni ’60 e ’70, periodo che l’artista dedica agli INCISI: piani di cartone che incide creando col suo taglio un contrappunto di ombra e di luce, con una sensibilità laicamente mistica, opponendo all’arte informale di quegli anni un’esigenza di misura, di ritmo. E soprattutto di silenzio. “Non c’è più nulla da dire. C’è solo da essere” scriveva Manzoni.
“Lo spazio stesso del quadro, apparentemente così circoscritto e chiuso” diventa “illimitato”, nasconde “profondità misteriose”, suggerisce “lontananze, giungendo a essere una materia, anzi un’antimateria” e “la composizione geometrica non è dipinta sul quadro, ma dedotta e generata direttamente” da esso
Il contrasto tra ombra e luce è fondamentale nell’opera di Surbone, e a volte le sue opere assumono l’aspetto di origami, di tangram, di giochi orientali, che si concentrano in larga parte sulla scoperta dell’ombra.
 
 
SURBONE. INCISI 1968-1978. L'essenzialità della forma
1 giugno - 3 luglio 2016 | martedì - domenica, 10 -20
ingresso libero