QUI ODESSA. Cronache da una città che trattiene il respiro | 14-31 luglio 2022

da 14/07/2022 a 31/07/2022

QUI ODESSA. CRONACHE DI UNA CITTA' CHE TRATTIENE IL RESPIRO

 

La mostra QUI ODESSA. Cronache da una città che trattiene il respiro, realizzata da Fondazione Stelline e da Fondazione Fiera Milano che ha il patrocinio del Consolato Ucraino a Milano e di Regione Lombardia, presenta una selezione di immagini e testi del progetto Qui Odessa, sviluppatosi settimanalmente sulla rivista culturale doppiozero.com fra aprile e giugno 2022.
Le opere in mostra sono state stampate a mano in copia unica a Kharkiv da Andrej Semenenko, nel mese di giugno. Il ricavato della loro vendita, realizzata a invito grazie a Cambi Casa d'Aste, è totalmente devoluto per sostenere le attività in Ucraina di Fondazione Progetto Arca.

Infatti, in caso di aggiudicazione non sono previste commissioni aggiuntive, l'offerta sarà devoluta direttamente alla Fondazione Progetto Arca e sarà deducibile in sede di dichiarazione dei redditi.

Scopri di più sull'ASTA qui

Inoltre, Fondazione Mediolanum, che affianca Progetto Arca già dal 2013, partecipa all’iniziativa raccogliendo donazioni e raddoppiando gli importi raccolti destinati alla causa.

Per donazioni
Beneficiario: Fondazione Mediolanum Onlus
Iban: IT68C0306234210000000417750
Causale: Il primo aiuto in Ucraina
 

Nei giorni successivi all’aggressione dell’Ucraina, Eugenio Alberti Schatz, autore e critico della fotografia che vive a Milano, scrive alla sua amica d’infanzia Anna Golubovskaja, fotografa, che vive a Odessa e ha deciso di non andare via dal Paese per restare accanto al padre anziano. Ha visto le sue immagini in rete e le chiede di raccontare il conflitto con uno sguardo d’artista, non da reporter, “auscultando” la città ed esplorando i suoi moti interiori. Anna esce tutti i giorni e fotografa la città, le strade, il mare, i soldati, le barricate, i caffè, i volti delle persone, e alla sera torna a casa e sviluppa le pellicole.
Ogni settimana esce su Doppiozero una selezione di cinque fotografie, accompagnate da una doppia narrazione testuale: il commento intorno alle foto, alla storia e all’immaginario di Odessa di Alberti Schatz e il racconto della Golubovskaja sui contesti in cui sono state scattate le immagini. Ne emerge un’originale narrazione a tre voci che avvicina il pubblico a una città sospesa fra guerra e pace, fra paura e dignità, fra cultura e terrore, fra ironia e tragedia.

Oltre a queste 25 opere in mostra, una selezione di cento fotografie suddivise cronologicamente verrà proiettata in formato digitale, accompagnate da una colonna sonora originale dell’artista Steve Piccolo.

Anna Golubovksaja_Fotografo e storico della fotografia. Ha esposto il suo lavoro al Museo d’arte e al Museo d’arte occidentale e orientale di Odessa, e ai Rencontres Musicales Internationales de Graves, in Francia. Nel 1993 ha fondato e diretto fino al 2009 Liberty, una delle prime gallerie fotografiche private in Ucraina, curando molte delle mostre. Ha tenuto corsi di Storia dell’arte e della fotografia on-line e ha pubblicato diversi saggi sulla fotografia in Europa, nella città di Odessa del XIX secolo e nei Paesi post-sovietici. Dal 2017 al 2022 ha pubblicato il blog 365 photographers, che conta migliaia di follower. Recentemente ha lavorato sulla riscoperta dell’archivio di Vikentij Kugel, un fotografo attivo a Odessa nei primi del Novecento. 

Eugenio Alberti Schatz_Autore, traduttore e critico, è figlio di due culture, quella italiana e quella russa. Accanto alla professione nel mondo della comunicazione e delle relazioni pubbliche, ha attraversato diverse aree della ricerca artistica e letteraria, dando vita a una micro industria culturale eterogenea. Ha pubblicato saggi, resoconti di viaggio e pamphlet ironici per Rizzoli, Salani, Skira, Einaudi, Blonk, 24 Ore Cultura, Corraini e altri. Si è occupato di organizzazione di eventi culturali e ha girato documentari su arte e scienza. Scrive poesie e porta avanti da tempo una ricerca artistica concettuale.

Steve Piccolo_Dopo aver studiato al Bard College e alla New York University, ha iniziato la sua carriera come bassista jazz nei primi anni ‘70, fondando i Lounge Lizards insieme a John Lurie, Evan Lurie, Arto Lindsay e Tony Fier, gruppo jazz nato dalla no wave di New York. È del 1981 il suo primo viaggio in Italia, a Bologna in occasione di ELECTRA1, Festival per i fantasmi del futuro, al quale oltre ai Lounge Lizards hanno preso parte artisti come Brian Eno e Gaznevada. Nella seconda metà degli anni ‘80 ha iniziato a comporre colonne sonore per film e spettacoli teatrali e a collaborare con diversi artisti italiani. Negli anni ’90 si è trasferito a Milano, dove ha attivato collaborazioni con gruppi e musicisti fra i quali Filippo Monico, Afterhours e Gak Sato.


La mostra costituisce un ulteriore tassello della collaborazione tra Fondazione Fiera Milano e Fondazione Progetto Arca. Avviata lo scorso 30 marzo, ha visto a oggi l’invio di 22 tir con a bordo oltre 170 tonnellate di materiali (alimentari, prodotti per l’igiene personale, pannolini, stoviglie monouso, coperte, sacchi a pelo e altri beni di prima necessità, oltre a giocattoli e pelouche) e la recente realizzazione di un video nel quale sei fra i più famosi comici milanesi (Giacomo Poretti, Raul Cremona, Elio, Pucci, Enrico Bertolino e Andrea Pisani) invitano a donare per il sostentamento di due mense per i rifugiati gestite dai volontari di Progetto Arca, attive rispettivamente ai confini dell’Ucraina con Polonia e Romania. Fondazione Fiera Milano, insieme al Gruppo Fiera Milano, ha messo a disposizione di questo appello risorse, relazioni e capacità logistica, in linea con la propria missione che include il sostegno ai territori e alle comunità.